VOLONTARIAMO, IL VOLONTARIATO CHE CONNETTE

a cura di Laura Solieri - foto Agenzia Mediamo
Modena è stata eletta Capitale Italiana del Volontariato 2026: il titolo è assegnato da CSVnet (l’associazione nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), con la collaborazione di Anci e in partenariato con Forum Terzo Settore e Caritas Italiana, alla città che ha saputo valorizzare il contributo di volontari, associazioni e amministrazioni locali nella costruzione del bene comune. Modena è la quinta città ad avere questo titolo: nel territorio modenese operano più di 1.700 associazioni attive tra città e provincia, un movimento vitale, radicato nella comunità, che coinvolge oltre 65.000 persone impegnate in attività continuative di volontariato e cittadinanza attiva, contribuendo ogni giorno alla coesione sociale e al benessere collettivo.
«Modena Capitale Italiana del Volonta-riato intende essere un’occasione per raccontare e valorizzare questo patrimonio diffuso, mostrando come la solidarietà e l’impegno civico siano parte integrante dell’identità modenese – illustra Laura Solieri del Centro Servizi Volontariato Terre Estensi, coordinatrice del progetto “VolontariaMO. Il volontariato che connette”, vincitore del bando che ha assegnato il titolo – Questo progetto punta a mettere in relazione persone, realtà sociali e istituzioni, generando nuove connessioni, ispirandosi al motto ufficiale della città di Modena che è “Avia Pervia”, ovvero “rendere accessibile l’inaccessibile”. Il volontariato, così radicato in questa città, crediamo abbia proprio questo potere: connettere mondi e modi di vivere all’apparenza lontani tra loro, rendendoli vicini, condivisibili.
Come? Attraverso la relazione e l’impegno in prima persona. Il volontariato, quindi, come generatore di connessioni, valori, cultura e pratiche capaci di interagire, integrare, includere e creare legami e ponti tra persone, corpi sociali, sistemi, territori».
A livello locale, il Comitato Promotore dell’iniziativa è composto da Csv Terre Estensi, Comune di Modena, Fondazione di Modena, Provincia di Modena, Caritas diocesana modenese, Forum Terzo settore della provincia di Modena e Unione Comuni del Frignano, con il coinvolgimento di Unimore, Unione delle Terre d’Argine e Fondazione Casa del Volontariato di Carpi. La manifestazione ha il sostegno di: Fondazione di Modena, Comune di Modena, Comune di Pavullo, Provincia di Modena, Bper, UniCredit, Emil Banca, Banco BPM, Cavarretta Assicurazioni e altri enti locali, imprese, istituti di credito, realtà associative e di categoria del territorio. Il programma degli eventi (in costante aggiornamento su capitaleitalianavolontariato.it) riguarda, oltre alla città di Modena, anche le aree interne e periferiche del territorio, come ad esempio quelle del distretto del Frignano dove è prevista una serie di spettacoli e incontri che vedranno il coinvolgimento diretto delle associazioni locali, dei volontari e di tutti coloro che credono nella forza della comunità. «Grande attenzione ai giovani, chiamati a essere non solo destinatari ma protagonisti delle iniziative di VolontariaMO – sottolinea Solieri - L’anno della Capitale sarà anche un laboratorio per sperimentare nuove forme di partecipazione giovanile: dal consolidamento e rinnovo periodico di bandi rivolti alle nuove generazioni, alla progettazione di strumenti di ascolto e coinvolgimento, anche informale, per intercettare chi oggi è più distante dal volontariato, per un’impostazione che risponde alla volontà di costruire un percorso di ascolto autentico e di protagonismo giovanile non limitato all’anno della Capitale, ma in grado di lasciare un’eredità strutturale al territorio».
ALESSANDRA CAMPOROTA
ASSESSORA A COESIONE SOCIALE, VOLONTARIATO E TERZO SETTORE
“Essere Capitale italiana del Volontariato, per una città come Modena, rappresenta l’opportunità di accendere i riflettori su una realtà fatta di migliaia di persone impegnate per aiutare il prossimo negli ambiti più diversi: dalle associazioni che escono con le unità di strada per aiutare i senzatetto, alle associazioni che operano nel carcere Sant'Anna, al volontariato per la sicurezza partecipata, realizzato in collaborazione con la Polizia locale; chi si occupa della cura del verde e dei luoghi da rigenerare e chi di offrire supporto ai minori nel dopo scuola, per citare solo alcuni tra i moltissimi esempi virtuosi.
Il mondo del volontariato è, inoltre, espressione di un altro modello giovanile rispetto a quello che viene narrato dalle cronache: proprio in occasione del passaggio di testimone tra Palermo e Modena – avvenuto il 6 dicembre scorso al Teatro Massimo di Palermo – nella sala consiliare del Municipio di Modena sono stati premiati dalla vicesindaca Francesca Maletti trenta giovani volontari tra gli under 30 più attivi, che si sono particolarmente distinti per il loro impegno, segnalati da altrettante associazioni tramite il Centro servizi per il volontariato.
L'anno che ci aspetta non è solo un’occasione per valorizzare quello che già esiste, ma anche un invito per tutte e tutti a mettersi in gioco attraverso la grande leva civica del dare gratuitamente il proprio tempo e impegno per gli altri. L'ambizione è quella di rafforzare la coesione sociale in questi tempi frammentati raccogliendo le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, a Palermo, proprio in occasione della cerimonia per il passaggio di testimone, ci ha ricordato che i volontari sono veri 'patrioti', capaci di fare del bene a loro stessi, agli altri, alla comunità.
Anche il titolo scelto - VolontariaMO, volontariato che connette – racconta la volontà di usare questa occasione per rafforzare ulteriormente la rete tra Terzo Settore, istituzioni, imprese e società civile. Missione che portiamo avanti, come Amministrazione, attraverso un percorso finalizzato all'adozione del Regolamento comunale dell’Amministrazione condivisa dei servizi: un percorso che prevede il coinvolgimento di associazioni, sindacati e mondo della cooperazione, con l’obiettivo di arrivare alla stesura, condivisa appunto, del Regolamento entro l’autunno. L’iniziativa è costruita in attuazione delle previsioni del Codice del Terzo settore, della legge regionale n. 64 del 2023 - che propongono modalità di rapportarsi tra enti pubblici ed enti del Terzo settore fondate sulla collaborazione - e dell’articolo 118 della Costituzione che, sulla base del principio di sussidiarietà, favorisce l’autonoma iniziativa di associazioni e cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale. La visione politica è chiara: con questo Regolamento il Comune di Modena intende sostenere il ruolo attivo degli enti del Terzo settore operanti nel nostro territorio, promuovendo e semplificando la relazione con l’ente locale e chiarendo le modalità di attivazione delle forme di collaborazione. Per rafforzare un'idea di gestione del bene pubblico davvero condivisa, che la comunità senta come ‘propria’”.