Donne Eccentriche
La stravaganza come valore

a cura di Laura Villani

Sicpre 2017

A Venezia nella splendida Ca’Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, nell’ambito dell’iniziativa culturale Venezia Città delle Donne promossa da Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia, sarà allestita una video installazione a cura di Laura Villani dal titolo “Le donne eccentriche, la stravaganza come valore”. In questa occasione sarà presentato il Premio Profilo Donna ideato da Cristina Bicciocchi che da anni si occupa di valorizzare le eccellenze femminili a livello internazionale.

Nell’era della globalizzazione, quando le differenze culturali tra aree geografiche anche molto lontane si vanno via via attenuando, le persone condividono stili di vita e mode unificanti, la donna che in modo eccentrico coltiva la propria unicità ed un gusto personale fortemente individuale non assimilabile a dettami sociali riesce a dare un apporto imprescindibile al paesaggio culturale e sociale che ci circonda.
Le donne eccentriche, quasi sempre dotate di una personalità forte, irriverente e creativa, capaci di rompere gli schemi mentali e rivoluzionare i canoni estetici con libertà espressiva possiedono un’estrosità chic, che le rende belle, anche quando non dotate naturalmente, ma soprattutto uniche. Abolendo i canoni estetici consueti costruiscono una propria immagine altamente seduttiva perché indipendente dalla necessità di trovare l’approvazione nelle proprie scelte di cui sono garanti e convinte assertrici.
La creatività irriverente degli eccentrici è un fascio di luce che alimenta l’evoluzione culturale oltre i limiti di ciò che è risaputo, anticipando e comunicando future tendenze. Le persone eccentriche ci insegnano sia ad affrontare la vita senza essere schiavi di un rigido copione che a valorizzare l’unicità intrinseca in ciascuno di noi.
Grazie alla loro fantasia e all’approccio comportamentale originale, lo stile di vita delle persone estrose può indurre i conformisti a prendere in considerazione soluzioni alternative come possibili, a predisporre psicologicamente a potersi adattare ai cambiamenti e a forme e contesti nuovi, a rompere la rigidità di certi schemi ed ad adottare un approccio più reattivo. Gli eccentrici, sebbene tutti diversi tra loro, hanno caratteristiche comuni quali l’anticonformismo, la creatività, la curiosità potente connessa a un comportamento altamente esplorativo e la capacità di rivoluzionare gli standard estetici. Spesso dotati di un malizioso senso dell’umorismo, di fascino, fantasia e arguzia, sono audaci, estrosi, sanno stupire e sedurre con stile dimostrandoci come siano proprio le differenze a rendere le persone interessanti ed uniche.
L’eccentricità prevalentemente associata al non conformismo o alla bizzarria, è presente in ognuno di noi ma in genere profondamente sepolta. Quando affiora ci permette di produrre concezioni straordinariamente innovative tanto che l’evoluzione umana ha bisogno dell’eccentricità, del pensiero diverso, strano, illogico, irrazionale, in grado di forzarne i limiti del pensiero corrente. Capaci di attingere con libertà alle risorse della loro vivida immaginazione, gli eccentrici non hanno bisogno di status symbol correnti o di avere l’approvazione della comunità. Fedeli alla loro natura individuale, affermano incessantemente la propria unicità ed irriverenza verso le restrizioni della cultura di massa con abitudini spesso incomprensibili non quanto illogiche ma perché prodotto di una mente originale, non conforme ai dettami della società. Al termine eccentrico, che deriva dal greco ekkentros, fuori dal centro, è spesso associato l’unicità del genio, il talento intellettuale e la creatività. La presenza di personalità eccentriche, indifferenti alla disapprovazione della società, secondo John Stuart Mill è in numero generalmente proporzionale alla quantità di genio, vigore mentale e coraggio morale che questa società contiene. Molte delle menti più brillanti della storia hanno mostrato comportamenti e abitudini inusuali, capricciosi o bizzarri, un gusto eccentrico nei vestiti, negli hobby o nel realizzare con grande vigore collezioni. Un’eccentricità spesso consapevole che si vuole raggiungere nel tentativo di differenziarsi dalle norme sociali e conquistare un’identità inimitabile.
Tra i personaggi femminili che potremmo definire eccentrici la Marchesa Luisa Casati è l’esempio perfetto al punto da poter essere definita un’opera d’arte vivente.
I suoi occhi verdi bistrati con un smoky-eyes make-up, i gioielli sfarzosi, gli abiti eccentrici, le pellicce, i turbanti, le piume, il boa constrictor al collo o il ghepardo al guinzaglio andavano a comporre un’immagine sempre sorprendente tanto da divenire icona per molti artisti dell’epoca tra lusso ostentato e feste faraoniche, impegnata con costumi e performances tanto strabilianti da renderla un’icona pop ante-litteram.
Fu lei, prima dell’altrettanto eccentrica Peggy Guggenheim, ad affittare palazzo Venier dei Leoni a Venezia, trasformandolo in un luogo di magie dall’aura leggendaria. Dotata di un gusto eclettico e stravagante e di un fascino esotico, seppe divenire l’icona perfetta, e irraggiungibile, ancora oggi osannata dai più grandi stilisti contemporanei. Mariano Fortuny le preparerà alcuni mantelli che lei indosserà sul suo fisico androgino, quasi astratto, nelle sue passeggiate per piazza San Marco con i suoi levrieri o col giaguaro al guinzaglio ispirando la maison Cartier nel realizzare il celebre simbolo felino.
Tra le personalità della moda che sanno rappresentare un unicum di straordinaria capacità seduttiva le stiliste Elsa Schiappareli, Vivienne Westwood, Coco Chanel, capaci di reinventare la moda, ma anche trend setter e regine delle riviste quali Diana Vreeland, Elsa Maxwell o Anna Piaggi che hanno sempre saputo osare, mixare stili e tendenze e non passare mai inosservate. Ma anche modelle quali Veruschka emblema di una bellezza quasi felina, o le amanti di un gusto personale originale con cui rompere gli schemi sociali del bon ton quali Marta Marzotto, Marina Ripa di Meana, Iris Apfel, Inge Feltrinelli  o Cecilia Matteucci. Nel cinema come non ricordare l’allure anticipatore di Brigitte Bardot, o il fascino di Marisa Berenson e le dive fatali come Lyda BorelliMarlene Dietrich magnetica diva dallo sguardo di ghiaccio e anticorformista, tanto da farla dichiarare che, nel profondo del cuore, si sentiva un gentleman. Nell’architettura il talento di Zaha Hadid si univa ad una presenza caratterizzzata e anticonvenzionale.
Nella musica sono per sempre icone la regina del Club 54 Grace Jones, e le camaleontiche presenze di Patty Pravo, Madonna, Lady Gaga, o di una Carmen Miranda cantante e attrice portoghese naturalizzata brasiliana dalla iconicità tropicale famosa per il suo turbante ornato da frutta. Nell’arte le artiste Frida Kahlo, Yoko Ono, Orlane, Tamara de Lempiska, Leonor Fini, hanno saputo plasmare una propria immagine personale altrettanto riconoscibile quanto quella artistica. Anche la personalità eccentrica della collezionista Peggy Guggenheim ha saputo trasformare in seducente ammaliatrice una donna non bella, sovrastando e trasformando il proprio aspetto esteriore con una personalità anticonvenzionale. Personaggi unici e straordinari ai quali il tempo sembra aggiungere fascino quali la stravagante Manana Pignatelli l’eccentrica principessa che scolpiva titani giganteschi, tormentati e libidinosi e che metteva negli abiti e negli arredi un solo colore il nero.
Esempi di eccentricità come capacità di esplicitare unicità e talento in un connubio di straordinaria forza espressiva a ricordarci come ogni persona è uno unicum irripetibile dove anche i difetti contribuiscono a definire, a volte più dei pregi, una bellezza anticonvenzionale così seducente e così distante dal falso mito estetico di una perfezione seriale banalmente comune raggiunta spesso con una chirurgia che, quando mal utilizzata, tende ad attenuare gli elementi caratterizzanti. Particolarità che contribuendo a rendere impareggiabile un personaggio, sono alleati non strascurabili in un percorso che tenda a valorizzare la nostra sempre straordinaria unicità.

 
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