LIFE IN DANGER ON MOTHER EARTH LE DONNE SALVERANNO LA TERRA

WOMEN G20 Il G20 accolga l’appello delle donne

di Laura Villani

 

In occasione del G20 a presidenza italiana si è tenuta a Venezia una conferenza organizzata da Linda Laura Sabbadini Chairwomen del Women20 e Laura Villani Architetto che da tempo è impegnata in progetti di protezione ambientale per dire un deciso ed autorevole no ad un mondo inquinato senza futuro, senza gioia, senza sole, senza cielo e senza i mille colori della natura.

A testimoniare l’urgenza di questa presa di posizione la presenza di Dava Newman già Numero 2 della NASA ed una delle scienziate più famose a livello internazionale impegnata in prima persona in questa volontà di salvare l’uomo sulla terra. Infatti se continueremo a fare un uso scellerato del pianeta il nostro comportamento lo trasformerà in modo irreversibile nel giro di appena un decennio, praticamente un battito d’ali per l’universo ma con la buona notizia che, se sapremo utilizzare il tempo a disposizione seppur limitatissimo, potremo ancora riuscire a preservare la meravigliosa diversità della natura con i suoi elementi. In questa ricerca di soluzioni la visione dallo spazio permette di misurare e proporre modalità per proteggere il nostro futuro in un conto alla rovescia per arrestare la catena di effetti devastanti che dovremo fronteggiare se rimaniamo inattivi. In questo impegno che deve vederci tutti collaborare con un anche piccolo ma necessario contributo, le donne rappresentano la chiave del futuro del pianeta, per la capacità di cura e protezione. Un ruolo strategico quello della donna che deve essere svolto anche in ambito scientifico ponendo fine ad una ricerca monocolore senza la creatività, la competenza, la guida delle donne le sole capaci di  individuare il cambiamento necessario per dare un futuro alle prossime generazioni. Se vogliamo sintetizzare il messaggio potremmo dire che il Futuro deve essere a guida femminile perché solo la donna saprà proporre un approccio innovativo alla scienza e all’economia planetaria. In questo sguardo al femminile le bambine devono poter ambire a diventare altre Dava Newman che, a capo della NASA ai tempi del governo Obama e attuale direttrice del MIT LAB di Boston, si è battuta perché venissero eliminati, anche in ambiti così fortemente avveniristici e strategici,  gli stereotipi di genere. In un progetto per la salvaguardia del nostro bellissimo pianeta blu, la città di Venezia può avere un ruolo simbolico a livello internazionale quale scrigno che unisce estrema fragilità e bellezza ma al tempo stesso, come Emanuela Bassetti ha sottolineato nel suo intervento, è capace di una straordinaria resilienza dimostrata nel corso della sua storia millenaria. Anche per questo motivo la conferenza si è svolta a Venezia, ospitata nell’aula magna, Sala Baratto, dell’Università Ca’ Foscari. I vari contributi dalla laguna sono stati diffusi in Diretta Streaming con tutti i paesi del G20 e con il canale di La Repubblica, dell’Università e della Rai Nazionale media partner. Dopo i saluti istituzionali da parte del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha delegato Giorgia Pea perché all’Expo di Dubai con la Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Tiziana Lippiello a presentare la candidatura di Venezia a capitale mondiale della sostenibilità, l’intervento di Maria Elena Bonetti Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, di Antonio Marcomini Prorettore Vicario e di Caterina Carpinato Prorettrice Terza Missione di Ca’ Foscari , Ana Luiza Massot Thompson-Flores, Direttore UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa e di Emanuela Bassetti del Consiglio Generale della Fondazione di Venezia. Tra gli interventi di apertura Katia Petrini W20 head of Communication, Elvira Marasco W20 Head of Italian Delegation, Martina Rogato W20 Sherpa, Sandra Miotto Councillor for Equal Opportunities della Regione Veneto. A introdurre il tema Linda Laura Sabbadini, W20 International Chairwoman e una video proiezione con alcune immagini fornite dalla NASA che mostrano sia la straordinaria bellezza del pianeta che i danni apportati a quello strato sottile di atmosfera che consente la vita sulla terra, un paradiso in contrasto con un mondo senza natura, senza futuro e senza gioia di un percorso, quello del nostro futuro sul pianeta blu,  che ci pone di fronte ad un bivio a cui non possiamo sottrarci e che Dava Newman può indicarci. Se Linda Laura Sabbadini ha posto l’accento sul ruolo centrale della donna Dava Newman ha evidenziato il ruolo della ricerca e monitoraggio della NASA nell’individuare criticità e possibili soluzioni. Al centro dell’incontro con un intervistatore d’eccezione quale Maurizio Molinari Direttore La Repubblica venuto per l’occasione a Venezia, la presenza di Dava Newman Former Deputy Administrator della Nasa, direttore del MIT Media Lab, Massachusetts Institute of Technology di Boston, docente di astronautica per il programma Apollo (MIT) e membro della Facoltà di Harvard-MIT Health, Sciences and Technology a Cambridge, Massachusetts. Dava Newman si occupa in particolare di ingegneria biomedica aerospaziale multidisciplinare che studia le prestazioni umane attraverso lo spettro gravitazionale. Punto di riferimento per la progettazione di tute avanzate e principale ricercatrice per 4 missioni spaziali, è famosa per aver concepito BioSuit una tuta che si indossa come una seconda pelle e che consente le attività extra-veicolari per l’esplorazione planetaria. Le sue invenzioni di tute spaziali all’avanguardia sono attualmente applicate a indumenti di protezione per studiare e migliorare la locomozione anche sulla Terra. Nell’intervista con Maurizio Molinari Dava Newman ha evidenziato le recenti missioni scientifiche spaziali su Plutone e Giove, la scoperta di migliaia di esopianeti e le missioni orbitali per il monitoraggio dell’astronave Terra, informandoci che l’uomo diventato interplanetario, intorno al 2030 arriverà su Marte. Con questi obiettivi la NASA sta testando tecnologie d’avanguardia, dalla propulsione elettrica solare, ai sistemi di supporto vitale, dalla progettazione avanzata di tute spaziali, alle prime colture da crescere nello Spazio. Il viaggio verso Marte è già partito ma Dava Newman ci ha ricordato come Marte non sia, nè potrà mai diventare, un “Piano B”. L’astronave Terra, il nostro puntino blu, è l’unico e magnifico pianeta in cui abitare, che ci parla, ma noi non la stiamo ascoltando. Dava Newman, grazie a una visione orbitale dei sistemi interconnessi della terra, attraverso visualizzazioni di dati e esperienze è in grado di rappresentare e evidenziare rischi e possibili soluzioni da contrapporre ad un atteggiamento di indifferenza che ha prodotto come conseguenza che gli ultimi due anni siano stati i più caldi da quando, 140 anni fa, abbiamo iniziato a misurare il clima globale, che centinaia di gigatoni di ghiaccio sono stati persi in Groenlandia e in Antartide e che i livelli di gas serra abbiano raggiunto oltre 410 parti per milione di anidride carbonica. Segni vitali della Terra che ci raccontano la storia di un pianeta in difficoltà, con un minaccioso innalzamento del livello del mare, acidità oceanica, un preoccupante inquinamento dei mari dovuto alla plastica e dell’aria dovuto al gas serra, in presenza della fuoriuscita dei fiumi, della scomparsa di laghi, della desertificazione di intere aree, tutti eventi destinati ad avere conseguenze sempre più disastrose per la salute delle comunità di tutto il mondo. La visione dalla spazio ci permette di capire questi cambiamenti, di valutarne rischi, azioni e soluzioni da proporre per proteggere il nostro futuro in primis da chi ancora insiste a negare questi cambiamenti climatici. Soluzioni per aiutare a rigenerare gli oceani, il suolo e l’aria e indirizzare le azioni collettive per aprire spiragli di luce sul futuro. Siamo di fronte a due percorsi in contrapposizione: da una parte il paradiso di un pianeta terra preservato, dall’altra divenuto invivibile, dove l’aria è irrespirabile e gli uomini vivono rabbiosi ed infelici come in prigione. Il messaggio da comunicare è quello che stiamo andando pericolosamente out of time in un viaggio senza possibilità di invertire la marcia verso il precipizio. Per salvare la terra non bastano più le buone intenzioni, gli sforzi ed i comportamenti virtuosi di alcuni, siano tutti a bordo della navicella spaziale terra per cui occorre una coralità di interventi condivisi da governi, aziende e singoli abitanti che diano ognuno un contributo ponendo i propri sforzi in una direzione comune. Se non imboccheremo una via virtuosa e continueremo a fare un uso sconsiderato del pianeta il nostro comportamento lo trasformerà fino a farci vivere in una realtà forse peggiore di quanto riusciamo ad ipotizzare. In questo approccio la necessità di affrontare con consapevolezza e cuore le grandi sfide che il presente ci impone. La donna, a parte connotare le relatrici di questo incontro, è stata presentata come colei che è chiamata in prima linea per il suo ruolo di protezione della sua creatura ma anche in senso lato del creato. Straordinaria mediatrice nei conflitti, impareggiabile talento nel saper individuare il cambiamento necessario per dare un futuro alle prossime generazioni. Le recenti missioni scientifiche spaziali e le missioni orbitali per il monitoraggio dell’astronave Terra dimostrano che l’umanità presto interplanetaria, porterà in un decennio su Marte esploratori umani, grazie a agenzie spaziali, mondo accademico e industria che stanno lavorando alle tecnologie avanzate necessarie per queste nuove sfide che hanno anche il merito di consentirci di capire ancor meglio quanto l’astronave Terra, il nostro bellissimo pianeta blu, sia in pericolo e quali le azioni collettive da intraprendere per illuminare di speranza il futuro nostro e delle prossime generazioni.

L’architetto Laura Villani, che ha curato l’iniziativa con Linda Laura Sabbadini e da tempo è impegnata in progetti di protezione ambientale con gli ambasciatori del Creato, ha posto l’accento sulla salvaguardia del pianeta attraverso un proprio personale iter progettuale. Laureata a Houston, Texas con l’inserimento nel programma Environmental Project per la progettazione NASA dello Spacelab interior design in assenza di gravità, diretto dall’Architetto Guillermo Trotti autorità nell’extreme environment design, ha presentato in seguito un esempio di spazio abitativo in assenza di gravità al Futurdesign e ha proposto, in controtendenza all’Expo di Milano 2015, il tema della protezione (anziché quello richiesto di nutrire il pianeta) affrontato con la visione del Cantico della Creature  come risposta che ha visto coinvolto con un proprio edificio il Gruppo OVS  e che l’Enciclica Laudato Sii, pubblicata pochi mesi dopo l’inaugurazione dell’Expo, ha confermato sia l’impellenza del tema che la visione di San Francesco nel Cantico come chiave di lettura con cui affrontare questa emergenza, una visione dove l’uomo non è il padrone del pianeta ma una delle sue creature. La necessità sempre più evidente di opporsi ad un destino apparentemente segnato, l’ha convinta dell’importanza di porsi in discontinuità con un futuro che, l’emergenza di un pianeta divenuto invivibile, potrebbe produrre attraverso un progetto editoriale Il Cantico delle Creature presentato a varie latitudiniche coinvolge personalità di rilievo in vari contesti come Ambasciatori nel mondo di un elemento del creato e al tempo stesso presentare la situazione del pianeta visualizzando, attraverso la documentazione NASA, il bivio epocale di fronte al quale ci troviamo.

 
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