UN INCONTRO DENSO DI SPUNTI, RIFLESSIONI E PROSPETTIVE CONCRETE SUL FUTURO DEL MECENATISMO E DELLA VALORIZZAZIONE CULTURALE

testo di Laura Corallo - foto di Massimo Mantovani
Nell’ambito della XXXV edizione del Premio Internazionale Profilo Donna, intitolata quest’anno “Per Aspera ad Astra”, la Sala Consiliare del Castello di Formigine ha ospitato il seminario “Innovazione, riqualificazione e mecenatismo: il contributo femminile nella cura e tutela dei patrimoni artistici e culturali”, organizzato in collaborazione con il Comune di Formigine, l’Ordine degli Architetti e l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.
Un incontro vivace e partecipato, che ha confermato la vocazione del Premio, ideato e diretto dalla giornalista ed editrice Cristina Bicciocchi, a essere molto più di un riconoscimento all’eccellenza femminile: un vero e proprio laboratorio di confronto sui grandi temi del nostro tempo.
Sostenibilità della cultura, rigenerazione urbana, responsabilità sociale e sinergia tra pubblico e privato sono stati i fili conduttori di un dialogo capace di unire professioniste, istituzioni e cittadinanza. “Si tratta di un riconoscimento che celebra l’eccellenza femminile e che Formigine ha avuto più volte l’onore di ospitare - ha dichiarato la sindaca Elisa Parenti -. La cultura è un valore che intendiamo sostenere in ogni forma, anche attraverso il mecenatismo”.
Dalla Lectio Magistralis dell’On. Avv. Cristina Rossello, dedicata al tema “Quale futuro per il mecenatismo?”, agli interventi di studiose, progettiste e comunicatori, il convegno ha offerto uno sguardo concreto su come l’investimento culturale possa trasformarsi in un motore di sviluppo etico, sociale ed economico. A chiudere la mattinata, la visita guidata alla Torre dell’Acquedotto di Formigine, simbolo della rinascita urbana e della memoria storica del territorio.
Una riflessione profonda sul ruolo del mecenatismo contemporaneo, sospeso tra tradizione culturale e innovazione economica, è stata al centro della Lectio Magistralis dell’On. Avv. Cristina Rossello, avvocata civilista e cassazionista, docente al Master di Diritto Sportivo dell’Università degli Studi di Milano e fondatrice di Progetto Donne e Futuro, costola di Profilo Donna.
Dal 2024 Rossello è anche Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per il Patrimonio Italiano. Eletta alla Camera nel 2018, è firmataria di numerose iniziative legislative in materia di equilibrio di genere, tutela degli anziani, diritti dei malati, trasparenza urbanistica e sicurezza delle periferie.
Nel suo intervento, Rossello ha guidato il pubblico in un viaggio che parte dalle radici storiche del mecenatismo per arrivare alle sue declinazioni moderne. “La filantropia - ha spiegato - nasce dal mondo greco e ha una vocazione ampia, disinteressata, rivolta al bene comune. Il mecenatismo, invece, ha origini romane: nasce con Gaio Clinio Mecenate, consigliere dell’imperatore Augusto e protettore delle arti. Da lì deriva l’idea, ancora attualissima, di partecipazione volontaria alla cura dei beni culturali, educativi, sanitari e ambientali.” Oggi, quel principio si rinnova all’interno dei modelli di Family Office, le strutture che gestiscono i grandi patrimoni familiari e che sempre più spesso dedicano una parte dei propri investimenti a progetti sociali e culturali. “Negli Stati Uniti esistono dagli inizi del Novecento ma anche in Europa e in Italia stanno trovando una propria via, incrociando la nostra lunga tradizione di mecenatismo. Già nel Medioevo, le famiglie italiane investivano in arte e cultura, anticipando di secoli l’idea moderna di responsabilità sociale del patrimonio.”
Al centro della sua riflessione, il ruolo femminile nella gestione patrimoniale e nella sensibilità mecenatica: “In molte famiglie e realtà aziendali - ha osservato - sono le donne a guidare le scelte di investimento culturale e filantropico, anche in un’ottica di “mecenatismo sostenibile” e di visione progettuale. Ogni iniziativa deve avere uno scopo chiaro e misurabile: restaurare un’opera, creare una biblioteca, tutelare il paesaggio o sostenere gli anziani. Solo così il mecenatismo diventa un’eredità duratura, non un gesto estemporaneo.”
Un trend che si riflette anche nel mondo dello sport, dove Rossello collabora con grandi Family Office internazionali. “Le grandi fortune - comprese quelle nate nel mondo sportivo - devono essere amministrate con competenza e visione, per trasformare la ricchezza privata in valore pubblico. C’è una differenza di genere e di generazione, ma anche una nuova consapevolezza: non tutto deve essere orientato al profitto. Il vero progresso nasce quando l’investimento costruisce un’eredità che resiste al tempo.”

La rigenerazione urbana, una delle grandi sfide del nostro tempo, unisce visione economica, cultura e responsabilità sociale, restituendo valore ai luoghi e alle comunità.
“In città complesse e dinamiche come Milano - una delle dodici grandi aree metropolitane riconosciute a livello europeo - si sta affermando una nuova sensibilità verso la valorizzazione del patrimonio storico e la collaborazione tra pubblico e privato – spiega -. Dietro i grandi progetti di trasformazione urbana, infatti, si muovono sempre più spesso investitori e Family Office che scelgono di destinare una parte delle proprie risorse a iniziative di mecenatismo urbano: interventi capaci di restituire bellezza, funzione e identità ai luoghi della collettività.
Se riusciamo a intercettare questa finalità la rigenerazione urbana può diventare un autentico motore di sviluppo etico e sostenibile in cui le nuove generazioni, uomini e donne lavorano fianco a fianco, con la stessa visione e la stessa responsabilità.” Un punto chiave è la sinergia tra pubblico e privato.
“Il pubblico possiede beni e asset di grande valore, ma non sempre le risorse per valorizzarli. Il privato, invece, ha la capacità economica e l’ambizione per farlo, ma incontra spesso diffidenza.
È necessario creare strumenti di controllo e trasparenza che rendano queste collaborazioni etiche, sostenibili e coerenti con l’interesse collettivo. Il fondamento giuridico del mecenatismo trova la sua base nell’articolo 41 della Costituzione, che tutela l’iniziativa economica privata purché non contrasti con l’utilità sociale, la sicurezza, la libertà e la dignità umana”.
“In un Paese come l’Italia, dove il tessuto produttivo è formato da piccole e medie imprese, anche il patrimonio culturale è diffuso, frammentato e radicato nelle storie familiari e territoriali e che si traduce nelle migliaia di famiglie, archivi, collezioni e iniziative che custodiscono un capitale economico e culturale di inestimabile valore. Un esempio concreto arriva dal progetto “I Menù di Milano Food City”, promosso nel 2018 nell’ambito della settimana dedicata al gusto e alla cultura del cibo. Cinquemila menù storici, provenienti da archivi privati, sono stati catalogati e digitalizzati da un gruppo di giovani donne, selezionate tramite borse di studio e formate da curatrici d’arte e storiche. “Dietro quei menù - racconta Rossello - c’era molto più che un elenco di piatti: c’era la storia di un’epoca, di un evento, di un’azienda. È stato un modo per mostrare come anche un piccolo documento possa diventare patrimonio collettivo, se valorizzato e raccontato con metodo.” L’iniziativa, sostenuta anche da Progetto Donne e Futuro, ha offerto alle partecipanti un’importante esperienza professionale, trasformando una curiosità culturale in un investimento nel proprio talento. Oggi alcune di loro lavorano in archivi di Stato e istituzioni culturali. Il progetto ha inoltre avuto un forte impatto reputazionale per le famiglie proprietarie delle collezioni. “Gestire un archivio familiare – spiega - significa prendersi cura di un bene che ha valore storico, affettivo ed economico. Le nuove generazioni stanno imparando che non è solo una questione di possesso, ma di governance del patrimonio.” Proprio da questa visione nasce la proposta di legge sulla sponsorizzazione culturale, recentemente depositata da Rossello, che mira a ridefinire la cultura non più come un costo, ma come un asset competitivo capace di generare sviluppo e valore. “Vogliamo che la cultura sia vista come un investimento, non come una spesa. La collaborazione tra pubblico e privato può trasformare il patrimonio culturale in un motore sostenibile per il Paese.” Un approccio che si inserisce perfettamente in “Progetto Donne e Futuro”, “costola” di Profilo Donna, attraverso il quale Rossello promuove da anni la partecipazione femminile nei processi di governance economica e culturale, favorendo un modello di sviluppo fondato su etica, bellezza e responsabilità. In conclusione l’onorevole ha raccontato anche il suo progetto editoriale dedicato alle “Imprese per mare, per strade ferrate e per automobili”: una trilogia che ripercorre la storia delle infrastrutture e dei titoli azionari antichi legati ai grandi settori industriali italiani — navigazione, ferrovie e automotive. “Dietro ogni titolo azionario c’è una storia di visione e di rischio ma anche di errori e di occasioni mancate. Recuperarli significa ridare voce alla nostra identità economica e civile, alla memoria di chi ha costruito, con coraggio e ingegno, il Paese che conosciamo oggi.”