È IL TITOLO DELLA MOSTRA DI ANNA MARCHETTI IN OCCASIONE DEL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MAISON
a cura di Cristina Bicciocchi
La stilista Anna Marchetti insieme alla figlia Jessica hanno realizzato una esposizione di abiti iconici che rappresentano dal 66 ad oggi i decenni di grande creatività che la moda italiana ha rappresentato nel mondo. Uno dei rari casi dove entrambe sia la madre che la figlia sono state premiate a Profilo Donna (nel 92 e nel 2014) perché hanno saputo fondare la prima e
innovare il brand la seconda fino ad arrivare a festeggiare questo importante traguardo raggiunto solo da poche aziende in Italia.
Nella splendida cornice della Chiesa della Fondazione San Carlo di Modena sono state realizzati quadri con manichini, abiti, immagini, materiali depoca; un percorso che partito dalla moda degli anni 60 e che ha messo in evidenza levoluzione dello stile del Made in Italy e la creatività di Anna Marchetti che ha voluto dedicare la ricorrenza al marito Franco Giuliani scomparso a luglio 2024, figura fondamentale nella vita di Anna sia privata che professionale.
Per lanniversario è stato realizzato un catalogo ufficiale con prefazione della scrittrice e psicoterapeuta prof.ssa Maria Rita Parsi, che restituisce un ritratto emozionale e culturale del percorso creativo della stilista e della storia della moda negli ultimi sei decenni.
Al taglio del nastro erano presenti le autorità cittadine ed istituzionali, nonché rappresentanti del settore moda insieme alle presidenze, al corpo docente e agli studenti degli istituti Cattaneo Deledda, Venturi, Barozzi, Vallauri e UTE Università della Terza Età.
ANNA MARCHETTI
LA MESTIERANTE

interviste di Daniela Moscatti
Tu ti consideri una “mestierante” o un'imprenditrice?
Io entrambe. Mi spiego: ci sono diversi modi di fare impresa.
Solitamente un imprenditore è una persona che assume persone, professionisti che sanno fare quel mestiere, ma lui, che non lo conosce e non lo ha mai fatto, fa solo il manager, il dirigente di un gruppo e questo non è un mestierante, certo sa dirigere, spesso ha anche più successo di tanti che come me sono anche mestieranti.
Ma cosa significa essere anche mestierante?
Io sono andata a scuola, ho imparato un mestiere, l'ho messo in pratica giorno dopo giorno, anno dopo anno, piano piano ho cercato di migliorare, magari sbagliando anche.
Nella mia vita ho adorato Valentino, Coco Chanel – che ho conosciuta personalmente – Dior, persone che per me erano l’esempio di ciò che volevo ottenere: creare e realizzare con le mie mani ciò che le donne meritavano di indossare, sia che fosse un abito che le permettesse di lavorare agevolmente, sia un abito per occasioni informali, cerimonie o da sposa.
E l’talia ora purtroppo si sta impoverendo perché sono pochi, i senior, disposti ad insegnare ai giovani. Cosa c’è di meglio che passare il nostro sapere di mestieranti ai ragazzi?
Non è certo l'intelligenza artificiale che può farlo!
È la nostra esperienza che fa la differenza.
Ci si dovrebbe mettere in discussione nelle scuole, nei corsi, ma anche nel privato. Faccio l’esempio del mio percorso: quando ho espresso le mie intenzioni di intraprendere questa attività, i miei genitori hanno pagato perché io potessi frequentare prima una sarta, poi le scuole private per imparare. E sicuramente ho fatto nella mia carriera anche errori: un mio capo degli anni ‘60 ha caratteristiche ben diverse dagli attuali. Ma ho potuto fare il lavoro che mi piaceva e ancora oggi mi diverto.
E dovrebbe essere ciò che si trasmette ai giovani perché è il nostro presente e sarà anche il nostro futuro, e non parlo solo di moda. Se si fa un lavoro, un mestiere che piace, non solo si hanno grandi soddisfazioni, ma non si sente neppure la fatica.
Un ragazzo non lo può capire da solo.
Se ha voglia di imparare, con l’esempio, con gli insegnamenti giusti potrà di sicuro ottenere ciò che desidera, che sogna.
JESSICA GIULIANI
DARE IL MEGLIO DI SE STESSI
Cara Jessica non credo che sia semplice essere figlia di Anna e nello stesso tempo lavorare con lei...
In effetti è complesso. Ma nello stesso tempo molto stimolante perché quando hai un esempio alto tendi sempre ad alzare l’asticella. Certo non puoi e non riesci certamente ad imitarla, lei è unica, ma puoi sempre migliorare.
C’è una frase che mia mamma mi ha spesso ripetuto e che amo moltissimo: “Io sono cresciuta a pan e dàt da fêr” che in dialetto modenese rende benissimo ciò che mi ha insegnato, cioè l’arte di aver voglia di lavorare.
Poi mi ha sempre fatto capire che io non sono una privilegiata, ma ciò che conquisto è merito mio e questa è una grande soddisfazione.
È un insegnamento di vita, che mi ha permesso di ammirare le persone che si sono fatte dal niente perché hanno conquistato il successo, realizzato i propri progetti, sogni grazie solo al proprio ingegno, alla propria creatività e al loro continuo impegno.
Grazie al suo esempio anche io impiego le mie forze per dare il meglio di me stessa ed è ciò che spero di trasmettere ai miei figli.
“ANNA MARCHETTI” MARCHIO STORICO
DI INTERESSE NAZIONALE
Un riconoscimento che consacra una storia imprenditoriale lunga oltre 60 anni. Il marchio ANNA MARCHETTI è stato ufficialmente iscritto nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, istituito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a marzo 2023, entrando così a far parte delle eccellenze italiane tutelate dallo Stato. Il titolo, previsto dall’art. 31 del Decreto Crescita (D.L. 30 aprile 2019, n. 34), è riservato ai marchi registrati o utilizzati continuativamente da almeno cinquant’anni e legati a realtà produttive nazionali di comprovata tradizione. Non si tratta di un semplice attestato formale, ma di un riconoscimento che certifica solidità, continuità e radicamento territoriale, premiando quelle imprese capaci di coniugare memoria e innovazione. Ad oggi, i marchi iscritti sono 977 in tutta Italia, concentrati prevalentemente nel settore agroalimentare; quelli appartenenti al comparto moda si riducono a poche decine. In questo contesto, l’ingresso di ANNA MARCHETTI nel Registro assume un valore ancora più significativo: rappresenta la conferma di un percorso fondato su qualità, artigianalità e visione imprenditoriale, capace di attraversare le trasformazioni del mercato senza mai perdere identità.
Fin dalle origini, il marchio ha saputo interpretare l’eleganza femminile con uno stile riconoscibile, costruendo un dialogo costante tra tradizione sartoriale e ricerca contemporanea. Ogni collezione racconta una storia fatta di cura del dettaglio, attenzione ai materiali e valorizzazione del sapere manifatturiero italiano, elementi che hanno consolidato nel tempo un rapporto di fiducia con clienti e partner. L’iscrizione al Registro rappresenta anche un impegno per il futuro: custodire un’eredità imprenditoriale significa continuare a investire in creatività, sostenibilità e innovazione, mantenendo saldo il legame con il territorio e con la filiera produttiva nazionale. In un mercato globale sempre più competitivo, questo riconoscimento diventa un segno distintivo di autenticità e affidabilità. Il Marchio Storico di Interesse Nazionale non tutela soltanto un nome, ma protegge un patrimonio culturale e produttivo che appartiene al Paese. È il sigillo di una storia che continua a raccontare, attraverso la moda, l’eccellenza autentica del Made in Italy, proiettando nel futuro un’identità costruita con passione, competenza e visione.
ORIGINI E NASCITA DEL MADE IN ITALY
• Anni ‘30 - ‘50: Il concetto inizia a prendere forma con l’alta moda e le prime eccellenze manifatturiere, che si distinguono per qualità e stile.
• 1951: La data chiave è il “First Italian High Fashion Show” organizzato da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, che introduce la moda italiana al mercato americano e segna l’inizio della sua fama internazionale.
• Anni ‘80: Il termine “Made in Italy” viene introdotto formalmente per contrastare le contraffazioni e promuovere i prodotti italiani, associandoli a qualità, stile ed eleganza.
Valori e Settori Chiave
• Eccellenza e Artigianato: Il marchio rappresenta un’attenzione impeccabile ai dettagli, creatività, innovazione e una tradizione artigianale tramandata.
• Settori Principali: Si applica principalmente a moda, design, agroalimentare, arredamento e automotive, ma anche a settori di nicchia come l’occhialeria (es. Safilo).
Evoluzione e Tutela
• Legislazione: Dal 1999, le normative hanno definito meglio i requisiti, con la Legge n. 166 del 2009 che introduce la dicitura “100% Made in Italy” per prodotti interamente realizzati in Italia (progettazione, lavorazione, confezionamento).
• Patrimonio Culturale: Il “Made in Italy” è diventato un’identità nazionale, promuovendo l’immagine dell’Italia nel mondo e valorizzando il lavoro e l’impresa.
Marchi Storici
• Per i prodotti iconici con almeno 50 anni di storia, è possibile ottenere il riconoscimento di “Marchio Storico”, valorizzando ulteriormente l’eccellenza e la tradizione italiana.
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