L'ereditą dell'antico Egitto

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Il fascino dell’archeologia mi ha sempre rapita… forse è per questo che da dieci anni vado in vacanza in Egitto...
Ogni volta scopro qualcosa di affascinante e di nuovo: è talmente ricca la storia dell’antico Egitto che trovi sempre un nuovo geroglifico o stimoli di approfondimento per quella che è stata una delle culture più enigmatiche dell’antichità…
In Egitto è tutto davvero intrigante a partire solo dal fatto che per secoli e secoli tutta la comunità lavorava per la vita nell’aldilà, divinizzando il Faraone e cercando di riprodurre sulla Terra monumenti e costruzioni che fossero uno “specchio” del cielo.
Che dire dei Templi e delle Piramidi custodi di segreti non ancora svelati, che evocano il ricordo ancestrale di cerimonie rituali velate di mistero e del Nilo testimone silenzioso di questa grande civiltà, che scorre, maestoso portatore di vita, disegnando un “serpente” lussureggiante in mezzo al deserto.
E ancora che dire  della Valle dei Re il luogo preposto nell’antichità alla sepoltura dei Faraoni che venivano imbalsamati con sofisticate sostanze e tecniche di bendaggio e del grande deserto del Sinai teatro di famosi avvenimenti storici, oggi popolato solo da qualche tribù beduina che sembra racchiudere tra le sue montagne, antiche conoscenze e profonde verità…
Senza dimenticare il Mar Rosso contenitore di fauna ittica tra i più belli del mondo chiamato con l’appellativo poetico di “Acquario di Allah” con colori e sfumature davvero mozzafiato e le città del Cairo e di Alessandria, la prima grande moderna metropoli caratterizzata  da indicibili contrasti come la città dei vivi e la città dei morti, la seconda porto rinomato e grande capitale dell’antichità per cultura e storia, crogiolo di sapienza e di conoscenza di tutto il bacino del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Penso di non essere l’unica a rimanere ammaliata da tanta meraviglia, anzi l’Egitto ha suscitato sempre un interesse particolare da parte dei più e il fatto che molti obelischi e reperti archeologici siano stati in parte trafugati e in parte portati all’estero come trofei di grande valore, ne è una prova tangibile.
Chissà, forse un giorno da quelle sabbie emergeranno nuovi elementi per ricostruire la storia di una civiltà che ha lasciato un segno davvero indelebile nella storia e forse scopriremo che gli antichi egizi avevano conoscenze davvero molto superiori alle nostre aspettative…
D’altra parte siamo solo agli albori della nuova archeologia che, attraverso nuove tecnologie ci permetterà di avere nuove informazioni su un passato di cui ancora non riusciamo a mettere insieme tutti i tasselli.
Una cosa sola mi viene in mente di fronte a tanta storia e bellezza archeologica, oggi anche se ci consideriamo una civiltà avanzata, non riusciremo mai a lasciare un messaggio di “eternità” come si riproponevano gli antichi egizi: i nostri posteri tra 2.500-3.000 anni troveranno solo i resti di un raccordo di tangenziale o i resti di un grande centro commerciale, ma niente di unico e “immortale” che assomigli alla meravigliosa Sfinge della piana di Giza…

 
 
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