Il troppo ...stroppia!

Ho appena visto di sfuggita una trasmissione di Maurizio Costanzo dove era ospite una professoressa, una bella donna alta bruna, sui 40-45 anni, che denunciava di aver subito un sopruso (il
licenziamento), in seguito al fatto che qualcuno ha messo su internet una sua foto nuda, quando lei solo per divertimento, se ne stava girando senza veli per una fiera… (per la precisione una fiera dell’Erotismo di Berlino che evidentemente aveva coinvolto in modo eccessivo la docente esibizionista).
Orbene, non sapevo se ridere o se piangere, visto che da lì il dibattimento tra la professoressa, il conduttore e gli altri ospiti aveva preso una piega un po’ “clownesca”, in più perché mi venivano in mente le parole del mio povero papà quando fin da piccola mi diceva quando voleva farmi capire che non era opportuno fare una cosa, che sarebbe stato come andare in giro nudi: il massimo della trasgressione, ma soprattutto del non rispetto per gli altri.
Ora, senza stare a disquisire sul fatto che la signora incolpata, sostenga di poter fare quello che vuole quando non è a scuola e di non aver ammazzato nessuno (non lo sappiamo forse qualcuno è morto di risate a crepapelle ndr), non si capisce come mai se a lei piace così tanto andar in giro svestita, non lo abbia fatto in un campo di nudisti, in un privé o a casa sua con tutte le persone che voleva invitare.
Ma scusi, prof. in quel momento la testa dove l’aveva lasciata?
Nell’era dei videofonini e del web non può stupirsi se gira tutta nuda in una fiera, che qualcuno si sia divertito (proprio come lei) a immortalarla mettendola on line… Ma pensi… solo a quella stessa fiera, poteva esserci qualche studente che la incontrava senza veli, come si sarebbe presentata il giorno dopo in classe?
I ragazzi di oggi sono di certo abituati a vedere donne nude, ma lei avrebbe saputo ugualmente farsi rispettare?
Il bello è che questi argomenti portati in tv o sulle cronache, innescano sempre dei meccanismi incredibili, tra cui anche quello di persone che inneggiando alla libertà (in questo caso parola molto grossa), dicono “Brava, bravissima, hai fatto bene, tu sì che sei una donna coraggiosa!” (manco avesse salvato la patria!).
E’ vero che l’abito non fa il monaco (anche se in questo caso non c’è neppure l’abito)… nessuno vuole scandalizzarsi o giudicare, anzi visto che l’insegnante in questione è una bella donna, forse qualcuno ha pure apprezzato, ma in quanto professoressa che insegna ai giovani non solo la sua materia ma, in teoria, anche come ci si deve comportare al mondo, per una “bravata” eccessiva, ha di sicuro perso di credibilità e anche un po’ la faccia!
Immagino comunque contenti (per la parcella) e divertiti (per la situazione da discutere) anche gli avvocati che dovranno decidere come andrà a finire questa storia dell’ “ingiusto” licenziamento…
Lei intanto, cara prof., cerchi di trovare altri modi per divertirsi e mediti sull’accaduto, ringraziando il Cielo di esser nata qui e non altrove.

 
 
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