All’inaugurazione sono giunte circa un migliaio di persone provenienti da tutta Italia, collezionisti o semplici appassionati che nel corso di questi anni hanno seguito l’artista nel suo percorso di ricerca e nelle diverse mostre a lei dedicate.
Le forme antropomorfe e i colori accesi volti e finalizzati a una ricerca introspettiva inusuale e complessa sono il biglietto da visita che ha presentato l’artista in importanti sedi italiane e internazionali.
Stupefacente è il riscontro del pubblico in ogni manifestazione a lei dedicata: l’immediatezza e l’entusiasmo da parte di addetti ai lavori e non è oramai una consuetudine.
Dopo anni Rabarama viene rappresentata con una personale alla Galleria Vecchiato: con una quarantina di lavori scultorei ed una quindicina di tele vengono ripercorsi i passaggi fondamentali della sua ricerca: dai corpi prigionieri del destino ai contenitori floreali ove il corpo diventa una sorta di vaso cinese fino alle più recenti mutazioni in bestie feroci.
La serata inaugurale è stato un vero e proprio evento unico: sulle musiche di Deca, create apposta e ispirate al lavoro di Rabarama, sono stati presentati degli uomini-scultura. Tre modelli dipinti dall’artista e dal famoso body painter Guido Daniele si sono esibiti in pose emblematiche confondendosi con le sculture in bronzo. Da sempre il lavoro della scultrice è caratterizzato da uno stretto contatto con il corpo umano, rappresentato in molteplici posizioni e spinto da forze interiori spesso contrastanti. Questa performance è stata la concretizzazione di un pensiero presente già da tempo e mai fino ad ora giunto al compimento.
La scultrice nata a Roma nel 1969, quindi cresciuta tra Treviso e Padova, è oramai conosciuta in gran parte del mondo: dalla Cina agli Stati Uniti, dall’Olanda al Messico dove ha esposto nei più importanti musei.
Abituata all’educazione ai colori e a manipolare materiali diversi fin da bambina grazie all’attività dei genitori, diviene ben presto uno degli artisti italiani contemporanei più amati.
Il materiale prediletto, la creta, viene plasmata con una straordinaria abilità in forme antropomorfe dalla pregnante valenza simbolica. La creta si trasforma, dà vita poi al bronzo la cui superficie viene dipinta con lettere dell’alfabeto rimandando ai primordiali geroglifici, con labirinti analizzando la complessità del pensiero e con puzzle o celle a nido d’ape visualizzando la catena del genoma.
I motivi floreali orientali, le spirali che invadono la superficie del corpo umano, la forma che muta in felino: sono questi i caratteri essenziali delle recenti tematiche affrontate da Rabarama.
Le opere esposte in questa importante mostra rappresentano gli esseri umani perlopiù in posizioni raccolte caratterizzati da una superficie colorata, tatuata, che esprime un vincolo, una sorta di prigione all’espressione della propria anima. Enrico Gusella commenta: “stesi o sdraiati, rinchiusi in se stessi, aggrovigliati e poi ancora riavvolti, i corpi dell’artista diventano la zona di confine dell’identità, di ibridazione fra l’io e l’altro, fra il reale e il virtuale”.
Le sculture inedite più recenti, datate 2007 e denominate Ching, rappresentano figure umane la cui superficie è ricoperta da linee spezzate, diverse le une dalle altre, ovvero gli esagrammi. Ogni opera assume un significato diverso, legato agli elementi che stanno alla base delle origini della vita: si tratta in questo caso di una rappresentazione degli elementi da un punto di vista poetico, alla continua ricerca dell’energia originaria. I viaggi in Oriente di Rabarama sono stati fondamentali per lo sviluppo di un’arte così intimistica.
Le sculture dalla superficie floreale, opere che risentono palesemente dell’influsso orientale, nascono dalla metafora del corpo come puro contenitore, come vaso: l’energia insita nell’essere umano, e per Rabarama imprigionata nella forma materiale del nostro corpo, è caratteristica imprescindibile di ognuno di noi.
In questo contesto si delinea anche la consapevolezza della nostra posizione rispetto all’universo: l’essere umano è come parte di un tutto ed è in relazione con il resto grazie a scambi continui. Queste interazioni vengono rappresentate da spirali che ricoprono l’intera superficie umana.
Nel corso degli anni la ricerca di Rabarama si è arricchita di modi e significati nuovi: il gruppo dei feti, sculture in gomma ciascuna con pigmenti diversi all’interno e accatastate le une sulle altre, forma una sorgente vitale. Sia da questo lavoro sia dal motivo delle stelle impresse sulla superficie delle figure umane si avverte una nuova spinta verso l’alto, verso una dimensione astrale.
Dalle sculture dell’ultimo ciclo dei leopardi affiora la volontà di dare una “zampata” a tutto ciò che abbiamo imparato, di fare “tabula rasa” per ritornare a uno stato primordiale in cui l’uomo si confonde con l’animale. La figura umana si trasforma così in felino, l’animale che più di ogni altro, con abilità e agilità, si adatta alle molteplici situazioni della vita con uno spiccato spirito di sopravvivenza. Anche in questo caso la superficie è dipinta, ma si tratta di macchie libere, non soggette alle restrizioni della conoscenza.
“Quella di Rabarama - prosegue Gusella - è un’indagine che trova fondamento nella riflessione acuta e profonda sulla natura esistenziale dell’individuo, la sua origine e presenza sulla terra, la necessità a cercare risposte anche rispetto alla propria storia, alla possibilità di determinare propri percorsi e proprie vicende”.
Rabarama è divenuta famosa in tutto il mondo soprattutto grazie alle sue sculture monumentali: opere come Re-cinta, Trans-lettera, Trans-calare, Trans-mutazione, Co-stellazione le cui dimensioni raggiungono anche i quattro metri e mezzo, sono state esposte non solo in molte città italiane, ma anche in importanti siti oltreoceano.
“Il mio lavoro è un viaggio nel tempo e nella nostra psiche. A partire dai grandi filosofi, da sempre l’uomo si è domandato il perché della propria esistenza. Darsi delle risposte a tematiche così profonde e a interrogativi così oramai insiti nella natura umana è per me una cosa difficilissima.
Si può tentare di darsi delle ragioni ma probabilmente è solo il tempo a decretare delle spiegazioni, se ci sono. Sono solo sicura del fatto che cerco di fare un salto a piè pari sul periodo storico che stiamo vivendo: non condivido assolutamente la velocità della vita e la conseguente perdita totale di valori e proprio per questo, per me stessa e per la mia “umanità”, prospetto una trascendenza sperando che questo messaggio possa coinvolgere il più grande numero di persone (…).
Il “destino” è il perché della mia ricerca. È già scritto o lo creiamo noi? Io non ho ancora trovato una risposta assoluta”.
Molti sono i progetti per il prossimo futuro. A partire dall’8 febbraio è possibile ammirare i lavori di Rabarama presso lo spazio Corbelli Arte a Cortina. In mostra una cinquantina di lavori (tele e sculture) oltre a tre opere monumentali che saranno esposte lungo le strade cittadine.
In aprile l’artista esporrà le sue opere in Marocco in occasione del Tangeri Film Festival.
In marzo la Galery Fine Arts di Saint Paul de Vence in Francia ospiterà una mostra personale dell’artista.
Tra luglio e agosto alcune sculture monumentali di Rabarama saranno presenti al Salento Film Festival in Puglia.
Dal 5 luglio al 7 settembre si svolgerà un’importante mostra personale tra Cesena e Cesenatico.
Ad agosto l’artista parteciperà alla Biennale di Pechino.
Prossimamente alcune sue opere saranno nuovamente esposte al Museo di Boca Raton in Florida, museo che già possiede in permanenza una scultura monumentale dell’artista.
Cenni biografici
Paola Epifani (in arte Rabarama) nasce a Roma nel 1969.
Nel 1991 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia - corso di scultura.
Attualmente vive e lavora a Padova.
Principali esposizioni
2007 - Venezia, Cornice Art Fair.
Ginevra, Rabarama a Ginevra, maestoso connubio.
2006 - Modena, vincitrice del Premio Internazionale Profilo Donna come migliore artista dell’anno.
Oisterwijk (Olanda), galleria Etienne & Van Loon, personale.
2005 - Città del Messico, Fundaciòn Sebastian, personale.
Hidalgo (Messico), presentazione di due sculture monumentali in uno spazio del centro urbano.
Caracas (Venezuela), Giardini del Centro Culturale La Estancia, Le sculture di Rabarama.
Oisterwijk (Olanda), galleria Etienne & Van Loon, mostra di sculture insieme a creazioni dello stilista olandese Frans Molenaar.
Lido di Venezia, Open 2005. Mostra Internazionale di Sculture ed Installazioni.
2004 - Roma, Musei di San Salvatore in Lauro, Im-patto.
Brescia, Sculture Monumentali.
Pechino (Cina), Museo d’Arte Contemporanea Millennium, personale.
Shenzhen (Cina), Museo d’Arte di He Xiangning, personale.
Oisterwijk (Olanda), galleria Etienne & Van Loon, Oisterwijk Sculptuur 2004.
2003 - Bologna, Arte Fiera.
Venezia, Indecipherable trip.
Padova - varie sedi - Rabarama: Corpi Mutati.
Biennale di Pechino (Cina), Beijing International, Premio per la ricerca artistica.
2002 - Città del Messico, Fondazione Dolores Olmedo Patino, Rabarama: Esculturas Monumentales.
Taiwan (Giappone), Esposizione itinerante: Mondial.
Cho Sun Ilbo Art Museum, Galleria Hyundai, Esposizione itinerante: Mondial Corea.
Yokohama (Giappone), Esposizione itinerante: Mondial.
Lodéve (Francia), Sculture Monumentali.
Parigi (Francia), Place du Pantheon, Sculture Monumentali.
2001 - Padova, New Art Gallery, Galleria Dante Vecchiato, Rabarama: Dimensione Bronzo.
Barletta, Castello Svevo, En Voyage.
Torino, Fondazione Palazzo Bricherasio, Rabarama Sculture Monumentali.
Florida (USA), Miami Beach, Art Miami.
Luxemburg (Belgio), Foire intern d’art Contemporain.
Monaco (Germania), Forum Grimaldi, Exposition Itinerante Mondial (collettiva).
Boca Raton, Florida (USA), Museo d’arte Contemporanea, Esposizione permanente di Labirintite.
2000 - Milano, Fondazione Mudima, personale.
Roma, Sant’Ivo alla Sapienza, Colori e Forme.
Bologna, Arte Fiera.
Ginevra (Svizzera), Europ’Art.
Parigi, Galerie Enrico Navarra, Trans-formation.
Hong Kong, J. Gallery, Ritz Carlton, Italian Bronze Masterpieces in Hong Kong.
1999 - Bologna, Arte Fiera.
Ginevra (Svizzera), Europ’Art.
Anversa (Belgio), Salone delle Terme, personale.
1998 - Ginevra (Svizzera), Europ’Art.
Miami Beach (Florida), Art Miami.
Roeselare (Belgio), Galerj JFV.
1997 - Cremona, Palazzo Grasselli.
Genéve (Svizzera), Europ’Art.
Miami Beach (Florida), Art Miami.
Knokke (Belgio), Tentoonstelling Exposition.
1995 - Padova, Galleria Dante Vecchiato, personale.
1992 - Toluca (Messico), Museo d’Arte Moderna, personale.
1991- Toluca (Messico): il museo d’arte moderna acquista l’opera realizzata durante il II Concorso di scultura in legno.
Le sue opere sono conservate in musei e collezioni italiane e straniere tra cui Shanghai, lo Sculture Space Trans-mutazione, e al Museo di Boca Raton a Miami, Florida.