É stato questo il percorso artistico della pittrice modenese Lilia Bruni, un percorso tuttora in divenire. Alla ricerca di forme espressive sempre nuove, pur nell’ambito del figurativo. “In linea con il realismo esistenziale americano (che la galleria di Emilio Mazzoli ha fatto conoscere ai modenesi) – scrive il critico Ferruccio Veronesi – la Bruni blocca con tecnica sicura nei movimenti i suoi personaggi, soprattutto nel caso dei Ballerini di Tango, provvisti di una dolente epicità, senza nessuna concessione al folclore”.
Già, i ballerini di Tango. La serie di questi dipinti di grandi dimensioni, non sottraendosi alle seduzioni di immagini offerte dai mass media, “più che segnare momenti effimeri della vita – annota il critico Michele Fuoco – aspirano a manifestare un inquieto itinerario interiore”.
E ciò sicuramente dipende dagli studi dell’artista. Laureatasi in Pedagogia e poi specializzatasi in Criminologia clinica, iscritta all’Albo degli Psicologi, Lilia Bruni si è dedicata allo studio psicologico applicato alla propria esercitazione pittorica.
E ciò è riscontrabile non soltanto nella fortunata serie dei “ballerini” ma in moltissime altre composizioni, tutte rigorosamente imperniate sulla figura umana.
Lilia Bruni è nata a Modena, dove vive e lavora. Sposata con un giornalista, ha un figlio. Iscritta al Lions Club Modena Romanica, è stata insignita del premio Profilo Donna nel 1995.
Personalità schiva, ma determinata (“caratteristica principale della Bruni – dice Ferruccio Veronesi – è di… avere carattere”), l’artista si è buttata nella pittura con grande entusiasmo, sacrificando anche opportunità di lavoro legate alle sue specifiche competenze in campo psicologico. Ha così intrapreso una strada molto accidentata e soprattutto molto frequentata. Un po’ come avviene nel campo della scrittura. Si sa che in Italia ci sono più scrittori e poeti che lettori. Parafrasando questa affermazione statistica, si potrebbe dire che ci sono più pittori che acquirenti. Ma la sfida con se stessi è sicuramente più appagante di ogni altra considerazione.
“Il mercato dell’arte – dice Lilia Bruni – è sicuramente molto complesso. Anche la più manifesta abilità, e non parlo di me, spesso resta ai margini, non riesce ad emergere. Le gallerie d’arte preferiscono oggi puntare su cavalli sicuri, su nomi già affermati a livello nazionale o internazionale. É più sicuro e produttivo. Specialmente in periodi come questo di crisi mondiale. Sarebbe tuttavia imperdonabile arrendersi, almeno per me”.
Dunque la determinazione. Unita anche a una rara – soprattutto di questi tempi – percezione dei propri limiti. “So che ho davanti a me molto lavoro da fare per raggiungere un livello espressivo che mi appaghi completamente. Ed è per questo che sperimento continuamente nuove forme espressive, pur restando legata alla figurazione. Escludendo rigorosamente nella pittura su tela la tranquillità dei paesaggi e delle nature morte, che forse darebbero maggiori soddisfazioni, ma che sono molto lontane dalla mia concezione dell’arte. Ecco, io ammiro molto Hopper. Vorrei saper dipingere come dipingeva lui. Ho scommesso con me stessa di arrivarci almeno un po’ vicino.
Diverso il discorso per i trompe l’oeil e le pitture murarie. In questo settore prediligo invece proprio ciò che rifiuto nella pittura su tela: la serenità delle immagini, la composta e romantica visione della natura, l’eleganza delle decorazioni, a volte anche retrò. C’è insomma una sorta di dicotomia che ho cercato di chiarire a me stessa, pur senza riuscirci. Ma ha poi importanza capire? Citando Pirandello potrei dire: così è, se vi pare”.

Il critico Ferruccio Veronesi: “In linea col realismo americano”
Pubblichiamo uno stralcio di una recensione di Ferruccio Veronesi, pubblicata su “Il Resto del Carlino”, in occasione di una personale di Lilia Bruni.
“Quando passò dalla pittura muraria trompe l’oeil a quella ad olio su tela, l’artista si trovò ad affrontare il problema non facile dell’accostamento e, soprattutto, della miscela dei colori. Accantonava (pur non dimenticandolo) un genere pittorico nel quale aveva raggiunto l’eccellenza per un altro ricco di incognite. Ma, caratteristica principale della Bruni è di avere… carattere. Se si lancia in un’impresa, nulla la ferma… In linea con il realismo esistenziale americano, la Bruni blocca con tecnica sicura i suoi personaggi, come nel caso dei “Tangheiros”, provvisti di una dolente epicità”.
Le principali mostre e i premi
Lilia Bruni ha partecipato a numerose rassegne personali e collettive e a varie mostre-mercato d’arte contemporanea, tra cui ricordiamo quella di Venturina, nel luglio 1999 (Etruriarte); quella di Reggio Emilia nel dicembre successivo e quella di Parma nel giugno del 2000. Sue opere hanno avuto segnalazioni e diplomi ad “Artisti in Fiera” (Montese 1998), al concorso di pittura, grafica e scultura “Città di Modena”, dove le è stata conferita una targa d’argento da parte del Comune di Fiorano Modenese.
Alla rassegna d’arte sacra svoltasi presso la Chiesa comunale del Voto a Modena, nel gennaio 2000, una sua opera “San Geminiano”, è stata acquistata dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
- Un dipinto “Bar Molinari”, olio su tela, opera di grandi dimensioni, è stato esposto per vari anni presso lo storico caffè del centro cittadino che lo aveva acquistato.
- Nel 2001, con il dipinto “La soglia”, è stata segnalata tra i finalisti della giuria del “Premio Arte” della rivista Arte (editore Giorgio Mondadori).
- Nell’estate 2003 ha partecipato con due opere di grandi dimensioni alla rassegna, organizzata dal critico Michele Fuoco, “Creativa – Arte al femminile” al Palazzo ducale di Pavullo.
- Nel giugno 2005 il Comune di Modena (assessorato allo Sport) le ha commissionato una tela, “La signora in rosso”, nell’ambito della manifestazione storica “Le serate Estensi”. Il quadro è stato donato al Comune di Massa Carrara.
- Nel 2006 l’artista ha esposto quattro grandi tele della serie dei “ballerini di Tango” nel ridotto del Teatro Comunale di Modena, in occasione dello spettacolo “Bocca Tango”. Altri cinque quadri dedicati al ballo argentino erano stati esposti anche durante il recital di Milva al “Forum Monzani” di Modena.
- Una sua tavola, eseguita con la tecnica del trompe l’oeil è esposta in permanenza sotto i portici del Comune di Castelfranco Emilia.
- Recentemente ha preso parte alla collettiva di tredici artiste “Emergenza pianeta al femminile”, organizzata dalla critica Grazia Chiesa di Milano per la Fondazione “D’Ars-Oscar Signorini”, collettiva itinerante che ha toccato Milano (dal 26 settembre al 10 ottobre 2006); Genova (dal 15 al 30 ottobre 2006) e Torino (dal 17 al 31 gennaio 2007). Le diapositive di tutti i quadri partecipanti alla collettiva sono state proiettate in due diverse occasioni a Parigi.
- A fine febbraio 2007 tre sue opere sono state esposte presso la Galleria d’arte “Gustav” sempre nella capitale francese, a Montparnasse.
- Nel maggio 2007 ha tenuto una interessante personale al Caffè dell’Orologio, nel cuore antico di Modena. Protagonisti i ritratti di celebri divi del cinema americano, del presente e del passato.
- Da poco si è conclusa una sua mostra a Torino presso la Galleria “Europa”.
- Infine, in occasione del Premio “Profilo Donna 2008” , trenta sue fotolito vengono consegnate alle vincitrici della rassegna, al Teatro Comunale di Modena, oggi “Teatro Pavarotti”.